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Alimentazione&Benessere: la Paleodieta

Negli ultimi anni, ogni componente della nostra alimentazione è stato seriamente messo sotto accusa e molto spesso, allo stesso tempo, portato agli altari della gloria dai più autorevoli esperti del settore, con evidenze e prove robuste in entrambi i casi. Oggi, individuare con certezza quali alimenti ci fanno realmente bene e quali ci fanno male è sempre più difficile anche per gli “addetti” ai lavori, siamo costantemente importunati è il caso di dire, da messaggi confusi, fantasiosi e molto spesso contraddittori ed in questa baraonda capire a chi, e a cosa affidarsi, rappresenta un problema di non facile risoluzione. Abbiamo a disposizione una lista pressocchè infinita di proposte, schemi alimentari più o meno complessi, talvolta bizzarri che promettono sempre risultati miracolosi, e pur in una tale abbondanza c’è spazio a sufficienza per altro ancora: siatene certi la prossima proposta dietetica sarà più efficace ed ancor più miracolosa di quelle che l’hanno preceduta.

Veniamo quasi continuamente tormentati da notizie pseudo scientifiche, che reclamizzano a gran voce i vantaggi per la nostra Salute, tutti da dimostrare soprattutto nel lungo periodo, della Paleodieta. È questo il motivo del continuo fiorire in America e non solo, di ristoranti che promettono di riportarci almeno a tavola all’Età della Pietra. Come se qualcuno dei suoi seguaci avesse mai avuto la possibilità di partecipare realmente ad una cena presso una famiglia di neandertaliani e di poterne descrivere le portate!? Quand’anche ne fosse dimostrata e verificata l’efficacia, come faremo a procurarci con semplicità al supermercato sotto casa i cosiddetti Paleoalimenti con la stessa identica composizione di quelli consumati dai nostri lontani parenti?! Se è vero che l’Uomo è oggi, ciò che ha mangiato in un lontano, lontano passato, dovremmo tuttavia tener presente che tutti i prodotti animali e vegetali che i Paleodietariani ci esortano a mangiare si sono profondamente modificati nel corso dei millenni rispetto a quelli originari. Antilopi, mammut per intenderci erano ben diversi dai nostri attuali animali da allevamento, avevano sicuramente una diversa composizione delle carni, ma soprattutto dei grassi, con un rapporto ben più equilbrato tra omega 3 e omega 6. Le carni che portiamo oggi sulle nostre tavole hanno un rapporto troppo sbilanciato verso gli omega 6 a cui vengono attribuite potenti azioni proinfiammatorie.

La “paleocarne” verosimilmente, doveva avere come quella degli attuali animali selvatici un rapporto omega 3 omega 6 prossimo a 1 e non 20/50:1 come quella che mangiamo oggi. Pensiamoci allora due volte, prima di chiedere la prossima bistecca di mammut al sangue!

per saperne di più “…e ora Pasta!” di Michele Scognamiglio